I
magmi etnei si formano per fusione parziale
delle
rocce del Mantello terrestre a profondità dell’ordine di 100 - 150 Km,
ben al di sotto della discontinuità sismica di Mohorövic o Mohö che separa
il Mantello terrestre dalla Crosta.
In altre parole, provengono quasi esclusivamente da quella porzione del
mantello superiore che geofisicamente viene definito (L.V.L.
acronimo di Low Velocity Level o Astenosfera. Magmi di tipo acido invece,
provengono prevalentemente dalla Crosta continentale per processi di
fusione parziale di rocce Sialiche (Anatesssi) che si verificano durante
le orogenesi e subordinatamente rappresentano il "distillato" per fenomeni
di differenziazione magmatica di magmi basici.
Essi
sono il risultato di una complessa serie di cristallizzazioni e
sottrazioni di fasi solide (differenziazione magmatica: gravitativa, per
filtro pressa, per flusso laminare), avvenuti durante la risalita dalle
zone di origine alla superficie e possono mostrare pertanto ampie
variazioni nella loro composizione chimico-mineralogico-strutturale.
In
funzione delle loro proprietà fisiche (viscosità, tensione di vapore,
densità, …) ma soprattutto delle condizioni tettoniche regionali e della
natura delle formazioni rocciose sovrastanti, i magmi, soprattutto
se acidi, generalmente più leggeri delle rocce incassanti, presentano
una propria forza ascensionale (spinta di Archimede) che li rende
capaci di intrudersi in grandi masse nella crosta terrestre,
sollevando gli strati rocciosi e raggiungendo dimensioni talvolta
gigantesche (Batoliti granitici e granodioritici) producendo delle
fratture, a causa delle enormi tensioni meccaniche cui sottopongono le
rocce, ed erompendo in superficie attraverso eruzioni di tipo esplosivo.
I magmi di tipo basico, tendono generalmente, a formare dicchi
che si inseriscono lungo direttrici strutturali e fratture eruttive che si
impostano lungo aree di debolezza strutturale. Durante la loro ascesa, i
magmi, possono subire dei processi di differenziazione formando una serie
di vulcaniti comagmatiche. Infatti, se un magma si raffredda lentamente,
tenderà a segregare dei cristalli (fenocristalli) la cui
composizione chimica sarà diversa da quella del magma iniziale.
Conseguentemente, la massa silicatica fusa residuale, priva di questi
minerali, cambierà continuamente la sua composizione chimica attraverso
una complessa serie di processi di cristallizzazione frazionata.

E’ in questo modo che da magmi di tipo Olivin-Basaltico in via di
raffreddamento, cominciano a segregarsi per cristallizzazione parziale,
nesosilicati ricchi in ferro e magnesio (Olivine: miscele isomorfe
di Forsterite e Fayalite - (Mg, Fe)2 [SiO4]) che
essendo più pesanti della massa fusa residuale, tenderanno a stratificarsi
verso il basso sottraendo al magma prevalentemente Magnesio e Ferro e
subordinatamente Silice. La massa residuale, si arricchirà in Alluminio,
Calcio e Alcali (prevalentemente: Na2O e K2O) dando
vita ad un magma di tipo basaltico. Procedendo nella cristallizzazione
frazionata si formeranno Inosilicati a catena singola (Pirosseni:
miscele isomorfe di Enstatite e Ferrosilite -(Mg, Fe)2 [Si2O6]
e Diopside: Ca (Mg, Fe)2 [Si2O6]) e quasi
contemporaneamente Tectosilicati (Plagioclasi: miscele
isomorfe di Albite: Na [AlSi3O8] ed Anortite: Ca [Al2Si2O8]. Tutto ciò,
secondo la serie di cristallizzazione prevista da Bowen.
Questi minerali possono stratificarsi nelle parti più basse del magma
residuale facendo variare ulteriormente la composizione chimica del magma
residuale che tenderà a divenire di tipo trachiandesitico e procedendo nel
tempo, di tipo Trachitico s.s.
Proseguendo nel complesso processo di differenziazione magmatica
(prevalentemente gravitativo per cristallizzazione frazionata), I gas
(prevalentemente Vapor acqueo e Anidride carbonica) che si liberano dal
magma residuale, venutosi a trovare in condizioni di disequilibrio
termodinamico, migrando verso l’alto, trasporteranno molecolarmente in
soluzione gassosa, alcuni elementi chimici pneumatofili producendo
così, un’ulteriore differenziazione del magma residuale
(Differenziazione pneumatolitica).
A
queste modalità di variazione della composizione chimica dei magmi,
concorrono talora anche meccanismi di tipo geologico-strutturale e
petrologici (Differenziazione per filtro-pressa) nonché processi di
assimilazione e/o ibridismo.